Accessibilità, audiovisivo e lavoro: una relazione complicata –
di Marzia Macchiarella

29 Giugno 2026

?’???????? ?? della ??????????? ????? ??????? ????? ??? ??????? ????? ??????? ??? ??????????̀ (????), adottata il 13 dicembre 2006 e ratificata in Italia con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009, riconosce “?? ??????? ?? ?????? ????? ??????? ??? ??????????̀, ?? ???? ?? ??????????? ??? ??? ?????; ???????????? ?? ??????? ?? ??????? ????????? ?????????? ?? ?????? ??????????? ?????? ? ????????? ?? ?? ??????? ??? ?????? ? ?? ?? ???????? ?????????? ??????, ??? ????????? ?’?????????? ? ?’?????????????̀.”

 

La Convenzione afferma quindi il diritto a partecipare al lavoro in condizioni di uguaglianza, un principio che a quasi vent’anni dalla sua adozione continua a interrogare il mondo del lavoro e quindi anche l’industria audiovisiva. 

 

In Italia la ????? ??/?? rappresenta il principale strumento normativo di promozione e supporto all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, attraverso il sistema del collocamento mirato e delle quote di riserva. 

 

Questo impianto – pensato prevalentemente per forme di lavoro subordinato e continuative – oggi si confronta con un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da frammentazione, contratti brevi e lavoro autonomo.

 

Nell’industria audiovisiva lo scarto tra impianto normativo e realtà organizzativa e produttiva si manifesta con particolare evidenza, a causa della forte flessibilità e discontinuità dei rapporti di lavoro. 

 

In questo contesto, il principio sancito dall’Articolo 27 si confronta con una domanda ancora aperta: come garantire il diritto al lavoro in un settore che non si struttura secondo modelli stabili e continuativi?

 

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto il lavoro.

 

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Nell’industria audiovisiva, questi due diritti sono strettamente connessi: garantire l’accesso al settore significa non solo consentire l’ingresso nel mercato del lavoro, ma anche partecipare alla costruzione della cultura, contribuendo ai processi creativi, produttivi e decisionali che determinano quali storie vengono raccontate e come vengono raccontate. 

 

È altresì fondamentale riconoscere che nel settore audiovisivo le persone con esigenze di accessibilità sono già in parte presenti. L’obiettivo, dunque, non è soltanto favorirne l’ingresso, ma anche garantire condizioni che consentano una piena partecipazione ai processi lavorativi e lo svolgimento del proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili, valorizzando appieno competenze, professionalità e talento.

 

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Troppo spesso l’accessibilità viene ancora interpretata come un insieme di misure correttive o adattamenti, se non, peggio ancora, come una concessione o un favore. In realtà, andrebbe concepita come un ????????? ???????????: ?? ??????? ??? ??????? ??? ????’?????? il modo in cui si progettano processi, relazioni di lavoro e strutture produttive. Una prospettiva che va ben oltre la rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive, perché pone al centro la partecipazione delle persone come elemento strutturale della progettazione. 

 

Da questa prospettiva emerge l’urgenza di ripensare gli strumenti con cui il settore si organizza e si regola: non solo sul piano normativo, ma anche nelle pratiche professionali e nelle politiche organizzative.

 

?????????? ??????? ?? ?????????????̀ ? ????????? ?? ?????????????? ????? ??????? ??? ??????????̀, ????? ??????? ????? ?/? ??????????????? ??? ??????? ?? ????????? alle produzioni, attraverso lo sviluppo di protocolli di sostenibilità sociale, in una prospettiva intersezionale, rappresenterebbe in questo senso una leva fondamentale. 

 

In questo quadro si inserisce la necessità di figure professionali capaci di tradurre questi principi in pratiche operative.

 

L’?????? ???????????* – ruolo emerso nel contesto britannico negli ultimi anni – si occupa proprio di integrare l’accessibilità nei processi produttivi, facilitando la partecipazione delle persone con esigenze di accessibilità e contribuendo a rendere set, organizzazioni e produzioni più accessibili in modo sistemico. 

 

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La relazione tra accessibilità, audiovisivo e lavoro resta complessa e richiede un cambio di paradigma che la nostra Associazione si propone di contribuire a costruire.

 


 

Il LINK della CONVENZIONE: Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità

* Per INFORMAZIONI scrivere a access.coordinator.italia@gmail.com.

 


?????? ???????????? è Consigliera e Co-responsabile area DEIA di WIFTMI, DEIA Consultant, Access Coordinator e Disability Manager. 

Lavora sui temi di accessibilità, equità e inclusione nelle organizzazioni e nelle produzioni dell’industria audiovisiva, con particolare attenzione al benessere delle persone.

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