Love Me Tender –
visto da Chiara Zanini
2 Maggio 2026
DA NON PERDERE: Love Me Tender, il film che inaugura la collaborazione tra WIFTMI e Wanted Cinema
Possibile che nella Parigi di oggi una madre si veda togliere la custodia del figlio per volontà di un ex marito che non è – né sarà mai – in grado di fornire prove di una sua eventuale inadeguatezza rispetto al ruolo genitoriale? E cosa rende una ‘brava madre’ tale?
Di fronte alla storia portata sul grande schermo dalla regista e sceneggiatrice di Love Me Tender Anna Cazenave Cambet a colpire è innanzitutto il fatto che il film tragga ispirazione da quanto realmente accaduto alla scrittrice Constance Debré nel momento stesso in cui disse all’ex marito, con il quale fino a quel momento manteneva un rapporto cordiale, di avere relazioni con altre donne. (Il libro omonimo è uscito in Francia nel 2020 ed è pubblicato in Italia da Solferino).
Verrebbe da chiedersi se un trentenne di una grande capitale possa davvero essere così stupidamente omofobo, ma questa finerebbe per rivelarsi – per lo meno nel caso in questione – una domanda non così appropriata.
C’è dell’altro e dovremmo piuttosto chiederci quanto siano stati pervasivi quei movimenti, cosiddetti pro-vita o anti-gender, comparsi sulla scena politica europea a partire dal 2012 e che hanno fatto della religione cattolica un’arma con cui opporsi al riconoscimento di diritti laici come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’aborto o l’eutanasia, spingendo su retoriche violente. Sono le stesse transazioni economiche alla base di tali campagne a portarci in Francia, come ricostruito da Massimo Prearo, ricercatore e responsabile scientifico del Centro di ricerca PoliTeSse dell’Università di Verona.
Teorie strampalate come quelle su cui poggiano le ‘terapie riparative’ (secondo le quali l’omosessualità andrebbe curata) hanno facile presa su cittadini/e – spesso genitori di figli/e non eterosessuali – che non trovano altro modo di affrontare giudizio sociale, senso di vergogna e paura dell’esclusione. E se un decennio dopo le manifestazioni più partecipate di questi movimenti hanno minore capacità attrattiva, l’eredità dei loro sermoni rimane viva nel lessico della politica più reazionaria, nelle aule di tribunali, nei colloqui-interrogatori dei servizi sociali.
Laurent, l’insopportabile ex marito di Clémence, lo sa bene, istruito da un avvocato che lo aiuta a preparare la sua vendetta. Ma lo sa bene anche Clémence (magistralmente interpretata da Vicky Krieps), perché prima di essere una scrittrice premiata ha lavorato lei stessa come avvocata: ci sono luoghi in cui gli esercizi retorici hanno la meglio. Clémence sa soprattutto che per poter riavere suo figlio e risparmiare ad entrambi almeno un po’ di sofferenza dovrà seguire alla lettera ogni procedura che, mese dopo mese, la legge le imporrà. E che nemmeno questo potrebbe bastare. Persino la sua scelta professionale può esserle contestata, in quanto un lavoro meno redditizio comporta una minore compartecipazione nelle spese per il mantenimento del figlio. Anna Cazenave Cambet ha detto in proposito:
“Donne come Clémence faticano ancora a trovare spazio al cinema“.
Proprio per questo motivo come gruppo milanese di Women in Film, Television & Media Italia abbiamo scelto Love Me Tender per inaugurare lo scorso aprile la collaborazione con la casa di distribuzione Wanted Cinema, guidata da Anastasia Plazzotta, e immaginare insieme nuovi appuntamenti al Wanted Clan, il cinema in via Tertulliano: donne come Clémence esistono e devono poter essere raccontate. È innanzitutto il pubblico a chiederlo.
Chiara Zanini (Padova, 1981) collabora con diverse testate (tra cui Rolling Stone, Wired, Internazionale, Jacobin, Africa Express, CinemaItaliano.info, Cinema Iraniano Blog) e ha co-curato una monografia sulla regista femminista Céline Sciamma. Ha lavorato per diversi festival ed eventi di settore. La sua esperienza nel cinema comprende ruoli come responsabile della distribuzione e capo ufficio stampa, inclusa la campagna per l’Oscar per il pluripremiato Playing God di Studio Croma. Come socia WIFTMI è attiva nel gruppo dedicato all’accessibilità.
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