WIFTMI al WIFTI Summit 2026 –
Irlanda, 04-07.02.2026

16 Marzo 2026

Lo scorso febbraio si è svolto il 2026 WIFTI Summit in Adare, Irlanda.

 

Il secondo giorno di panel, il 6 febbraio, WIFTMI ha avuto modo di portare la propria esperienza al Summit in un panel molto apprezzato, che ha stimolato le domande e i racconti di un pubblico attento e partecipe.

 

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Sono intervenute:

Dame Heather Rabbats (Chair, Time’s Up UK)

Prof. Debbie Ging (Professor of Digital Media and Gender, Dublin City University)

Almudena Carracedo (Filmmaker & Board Member, CIMA Asociación de Mujeres Cineastas y de Medios Audiovisuales)

Domizia De Rosa (Presidente, WIFTMI; Vice President, WIFTI).

 

Ha moderato:

Katie Bailiff (CEO, Women in Film and Television UK).

 

 

Tra i vari temi di grande attualità, si è parlato della responsabilità del settore audiovisivo, degli effetti a lungo termine dell’hashtag #MeToo e di quei certi cambiamenti positivi che da tempo si auspicano e che in parte e in alcuni luoghi stanno avvenendo.

 

Dame Heather Rabbats e Almudena Carracedo hanno descritto due importanti iniziative contro il bullismo e le molestie che mirano a un cambiamento culturale duraturo:

 

– Grazie a Time’s Up UK (e ai suoi partner), è stata creata la CIISA (The Creative Industries Independent Standards Authority) per sostenere e migliorare gli standard di comportamento in tutte le industrie creative e prevenire – LINK

 

– Grazie al CIMA, è stato ideato e redatto il rapporto After Silence, che analizza le condizioni di lavoro del settore e l’impatto degli abusi e della violenza sessuale contro le donne – LINK INGLESE | LINK SPAGNOLO.

 

Allo stesso tempo oggi l’IA sta portando una rivoluzione, piuttosto che un cambiamento, e la sua evoluzione è più veloce di qualsiasi regolamentazione. La professoressa Debbie Ging ha sostenuto che è necessario un diverso tipo di rivoluzione per controbilanciare le Big Tech.

 

I pregiudizi di genere e gli stereotipi abitano “naturalmente” le piattaforme digitali, come ha drammaticamente dimostrato in Italia nel 2025 il gruppo Facebook “Mia Moglie”, ha raccontato Domizia De Rosa ricordando come il corpo di una donna resti percepito ancora coma proprietà di qualcun altro – e come molti siano sempre pronti a fornire scuse o argomentazioni tossiche per sostenere lo squilibrio di genere.

 

Per affrontare le narrazioni distorte che attraversano i media, la comunicazione, la politica, De Rosa ha suggerito  di costruire e rafforzare una “backlash literacy” – una capacità di leggere sopra, tra e sotto le righe e di intercettare tempestivamente i discorsi velenosi per quello che sono.

 

Alla domanda dal pubblico se fosse necessaria una piattaforma online dedicata alle opere create dalle filmmaker per bypassare i gatekeepers digitali e la limitata circolazione di opere a regia/scrittura/produzione femminile, De Rosa ha risposto sottolineando invece l’importanza di individuare storie in grado di trovare riscontro in un pubblico ampio nelle sale e sulle piattaforme, così stimolando e favorendo il dialogo tra persone di ogni genere, età e livello di istruzione – proprio come hanno fatto due titoli discussi durante il panel – Adolescence e C’è ancora domani.

 

Mentre resta importante la sperimentazione, la ricerca, l’attenzione alle donne che si perdono nelle pieghe della storia e della società, è fondamentale rispondere alle minacce del titolo del panel con storie che uniscano.

Per saperne di più del Summit e degli altri panel, leggi QUI.

Per saperne di più di violenza digitale, scopri il lavoro della Prof. Debbie Ging QUI

Tutte le foto del Summit sono QUI (in fondo)

Nella foto: Katie Bailiff, Prof. Debbie Ging, Domizia De Rosa e Dame Heather Rabbats

Grazie a I Love Limerick per le foto!

 

Nella foto di apertura Almudena Carracedo è in collegamento online.

 

 

 

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