COMUNICATO CONGIUNTO –
Sulla presenza delle registe alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

26 Luglio 2026

WIFTMI aderisce al Comunicato congiunto delle associazioni sulla presenza delle registe alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

 

“When will they ever learn”
Pete Seeger

 

Sette registi rappresentano il cinema italiano in concorso e fuori concorso a Venezia, nel campo di gioco principale.

 

Una selezione a una sola dimensione, maschile.

 

Sulle spalle e negli occhi di Alina Marazzi e Anna Foglietta, entrambe a Orizzonti, che pure è selezione ufficiale, la speranza di un equilibrio di sguardi più vicino alla composizione dell’umanità: le teniamo in un soffio d’amore, insieme alle altre registe sparse qua e là, insieme alle ragazze che a centinaia si presentano in ogni disciplina nelle scuole di cinema e che spesso sommergono, per numeri, talento, energia, urgenza, potenza, i loro giovani colleghi maschi. Nessuna commissione di queste scuole costituisce però classi con sole ragazze, ma cerca – giustamente – un po’ di umano equilibrio.

 

Ma la qualità, direte voi, poi dove va a finire, la qualità?

 

Ma la qualità non è una categoria divina, neutrale, oggettiva, sospesa sopra la storia, sappiamo bene che è un concetto che si muove, evolve e che l’arte è un campo di battaglia fatto di corpi, di lacrime, sangue, potere, non un puro empireo in cui svolazzano asessuati gli angeli della qualità. Ogni selezione è il risultato di uno sguardo, di una cultura, di un immaginario, di preferenze, sensibilità, limiti, errori e di una precisa linea editoriale. Pensare che la qualità possa essere separata da tutto questo significa ignorare come si costruisce il canone culturale, da dove nasce l’arte.

 

E proprio per questo anche i criteri con cui la valutiamo devono essere continuamente interrogati. Quando, anno dopo anno, il risultato è una rappresentazione così sbilanciata, non possiamo limitarci a concludere che le registe “non sono abbastanza brave”. Dobbiamo domandarci se gli strumenti con cui guardiamo il cinema siano ancora adeguati al presente.

 

Nel 2018 la Mostra del Cinema di Venezia ha sottoscritto il protocollo 50/50 by 2020, assumendo l’impegno di promuovere maggiore trasparenza nelle selezioni e una più equa rappresentanza delle donne e delle diversità nei processi decisionali. Sono passati otto anni da quella firma, sei dall’obiettivo che ci eravamo posti, quello in cui riconoscevamo come il cambiamento culturale non possa avvenire spontaneamente, ma richieda consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza e responsabilità a queste facciamo appello.

 

Perché fa paura questo mondo governato dal maschile e fa anche un po’ paura questo festival che le cose di questo mondo le guarda con occhi quasi solo maschili. Ad Alina, Anna e le altre, tutti i nostri in bocca al lupo, e naturalmente anche e tutti i colleghi uomini, perché noi sappiamo che il cinema, non solo italiano, ha bisogno di loro, ma loro, i selezionatori, i critici, i produttori, i distributori, quando lo impareranno di avere bisogno di noi?

 

100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva
Anac – Associazione Nazionale Autori Cinematografici
Air3 – Associazione Italiana Registi
Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani
Ewa – European Women’s Audiovisual Network
WIFTMI – Women in Film Television & Media Italia

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