DATI | INPS –
Rendiconto di genere 2025
7 Marzo 2026
In occasione dell’8 marzo, segnaliamo i dati presentati da INPS.
Il 24 febbraio, alle 14.30, presso Palazzo Wedekind, piazza Colonna 366, Roma, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’Istituto ha presentato il Rendiconto di genere 2025.
Il documento fornisce un’analisi sulla condizione femminile del Paese, esplorando sia le opportunità che le criticità nei diversi contesti sociali.
Alcuni dati sul mercato del lavoro.
Nel 2024, il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 53,3%, rispetto al 71,1% degli uomini, evidenziando un divario di genere significativo pari al 17,8%. Inoltre, le assunzioni femminili hanno rappresentato solo il 42,2% del totale.
L’instabilità occupazionale coinvolge soprattutto il genere femminile in quanto, fra le assunzioni a tempo indeterminato, solo il 36,7% sono donne, a fronte del 63,3% di uomini.
Le lavoratrici con un contratto a tempo parziale sono il 67,2% del totale e anche il part time involontario è prevalentemente femminile, rappresentando il 13,7% degli occupati, rispetto al 4,6% dei maschi.
Il gap retributivo di genere rimane un aspetto critico, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre 25 punti percentuali rispetto agli uomini. In particolare, fra i principali settori economici, la differenza è pari al 19,7% nelle attività manifatturiere, 23,6% nel commercio, 15,7% nei servizi di alloggio e ristorazione, 31,7% nelle attività finanziarie e assicurative.
I ruoli dirigenziali sono ricoperti da donne solo nel 21,8% dei casi, mentre tra i quadri il genere femminile rappresenta solo il 33,1%.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, nel 2024 le donne hanno superato gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,4%), ma questa prevalenza nel percorso di studi non si traduce in una corrispondente presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.
Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Nel 2024, le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 15,4 milioni, contro appena 2,8 milioni degli uomini. L’offerta di asili nido rimane insufficiente.
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