Si discute di… rispetto
con SLC CGIL Roma Lazio

28 Marzo 2023

Si è svolto il 20 marzo a Roma l’appuntamento Il rispetto si insegna. Contrasto agli abusi e alle violenze di genere nel mondo dello spettacolo dalla formazione alla professione organizzato dalla segreteria di SLC CGIL Roma Lazio in collaborazione con l’assessorato Scuola Formazione Lavoro di Roma Capitale.

 

Ha introdotto i lavori la Segretaria Generale  SLC CGIL Roma e Lazio Barbara Cosimi, che ha segnalato il dato ISTAT dell’occupazione femminile nel Lazio, il 51%, come in discesa, l’abbondanza dei contratti part-time (55%) e l’alto tasso di inattività (40/40%). Benché il Lazio sia la regione d’Italia con il maggior numero di occupate/i nel settore audiovisivo (circa 43%), la Segretaria ha ammesso che la natura discontinua del settore ne rende tutt’ora difficile la lettura. A maggior ragione quindi importanti l’applicazione dei protocolli e la formazione di chi forma e di chi studia.

 

Camilla Mazzitelli, Delegata RAI-Segreteria Territoriale SLC CGIL Roma e Lazio, ha condiviso una sua personale esperienza di molestia subita nell’età e nei luoghi della formazione per porre alla sala il tema di quanto e come la violenza determini le scelte di chi le subisce e la necessità di un lavoro congiunto e concreto da fare dalla parti.

 

Celeste Gugliandolo, Coordinatrice SLC CGIL Roma e Lazio spettacolo dal vivo e cineaudiovisivo ha quindi moderato le testimonianze e le conversazioni a seguire, introducendole con un appassionato discorso sulla necessità di nuovi sguardi e nuove parole in tema di disuguaglianza e disparità che ne fermino la riproduzione e che cambino  la semantica dei testi. Ha posto in discussione la validità del concetto di merito là dove il contesto sia sbilanciato e ha ricordato dal 1946 (diritto di voto) al 1996 (lo stupro è un crimine contro la persona) il cammino dei diritti e dello spazio delle donne dalla disparità alla parità che ancora manca. Alleanze e nuove prospettive culturali le parole chiave per il presente.

 

Angela Sajeva, Amleta, ha raccontato il lavoro dell’associazione di raccolta di testimonianze di molestie e violenze: 223, di queste solo 2 le donne abusanti e 207 le donne vittime. Omertà e tossicità, queste le malattie endemiche del settore teatrale. Per questo Amleta si è resa parte attiva del processo di cambiamento, a partire dal proprio nome.

 

Domizia De Rosa, Presidente, WIFTM Italia, ha parlato della nostra Carta di Comportamento Etico per il Settore Audiovisivo e i principi sui quali si basa, equità e inclusione, e sulla luce che vuole portare nelle aree grigie delle parole e delle azioni. Ha inoltre ricordato a proposito di facili omertà che la questione della non sostenibilità etica del settore era nota da tempo e oggetto di goliardia del cinema stesso, che aveva coniato da decessi l’espressione  ‘il divano del produttore’.

 

Sarah Silvagni, Coordinatrice e docente, Scuola d’Arte Drammatica Gian Maria Volontè, ha raccontanto il ‘percorso Volontè’ che la scuola ha attivato da anni per formare il corpo studentesco sui temi di genere e all’inclusione, creato con il supporto delle docenti universitarie Veronica Pravadelli e Ilaria De Pascalis. Ha segnalato che le dinamiche di potere fra i reparti che si trovano sul set tendono a crearsi già in ambito scolastico e quindi fondamentale intervenire nella fase dell’apprendimento.

 

Maria Bonsanti, Vice Direttrice, Centro Sperimentale di Cinematografia, ha ricordato l’adesione del Centro alla Carta di Comportamento Etico di WIFTMI e quanto la sua precedente esperienza estera le mostri il gap italiano da recuperare. Ha segnalato la riflessione in corso in tema di Intimacy Coordination e la necessità nelle selezioni delle attrici di evitare i facili stereotipi.

 

Francesca Romana De Martini di UNITA e docente Volontè ha a sua volta sottolineato la necessità di scegliere le candidate sulla base del talento e non delle ‘solite’ caratteristiche fisiche. Ha ricordato come attori e attrici siano categoria priva di contratto collettivo e come sia necessario avere il protocollo del 2019 relativo a molestie e violenze firmato dai sindacati e dalle parti incluso nei contratti. Ha ricordato le linee guida dei provini che hanno co-firmato come associazione e la necessità che tutte le scuole lo diffondano.

 

Georgia Lepore, vicepresidente ANAD, doppiatrice, attrice è intervenuta sul tema dell’Intimacy Coordination, professione che necessita di formazione e certificazione e per il quale ha fondato con due colleghe l’associazione Intimacy Coordination Italia.

 

Sabina Di Marco, SLC CGIL Nazionale, ha ricordato di aver ricevuto da poco la delega alle pari opportunità. Ha parlato della natura derogolamentata del settore e della necessità di contratti e di aggiornare il  protocollo 2019 affinché le regole possano essere esigibili. Ha sottolineato l’importanza in questo contesto della rappresentanza sindacale, il dialogo fra le associazioni e il far diventare ‘pesanti’ questi temi.

 

Claudia Pratelli, Roma Capitale, Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro, ha a sua volta confermato l’importanza dei temi i discussione e il modello sociale che descrivono. Ha ricordato come illuminante l’esperienza di toponomastica femminile ‘Nominate e riconosciute’, rispetto alla legittimità di modificare il discorso pubblico e la necessità di allenare l’occhio a ciò che manca. Molestie, divario di potere, corpi, immagini, tutto è collegato – in questo il risvolto formativo può e deve aiutare ad esempio attraverso un protocollo territoriale e un’indagine conoscitiva dei contesti.

 

Natale Di Cola, Segretario Generale SLC CGIL Roma e Lazio, ha parlato della necessità del cambiamento all’interno del sindacato stesso e del valore anche educante della giornata. Ha poi  sottolineato come questa discussione riguardi la politica, come non sia svincolata dalla società e quindi come attivare un dialogo fra tutte le parti. Ha parlato di solitudine, cultura, formazione, militanza e della centralità del rispetto, della certezza e dell’impegno. E infine del ruolo del mondo del mondo associativo e del sindacato.

 

Si è concluso ponendo il tema dei lavori fuori dai contratti nazionali (Manuela Caserta, Mujeres nel Cinema) e della premialità (Sajeva).

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