Le donne del futuro prossimo –
Celine Daemen

4 Dicembre 2023

Buongiorno cari lettori e care lettrici, bentornati nella nostra rubrica mensile dedicata alle donne del futuro prossimo! Qui è Dalia, pronta a condividere con voi le storie affascinanti di donne che stanno plasmando il nostro mondo, e questo mese il nostro focus è su Celine Daemen, una pluripremiata regista immersiva.

 

Spero che abbiate trascorso un mese meraviglioso e che siate stati incuriositi dal lavoro della talentuosa Mary Matheson, regista e docente pluripremiata. Per chi si unisce a noi per la prima volta, potete trovare la sua incredibile storia a questo link.

 

Oggi ci immergeremo invece nel mondo di Celine Daemen, vincitrice dell’ultimo Venice Immersive 2023 con la sua opera “Songs for a Passerby“.

 

Ma chi è Celine Daemen? Celine nasce nel 1995 a Schimmert, un piccolo villaggio nel Sud dell’Olanda e studia presso l’Accademia di Teatro di Maastricht. Durante questi anni intraprende diverse produzioni, il cui obiettivo è sempre stato creare esperienze sensoriali capaci di condurre il pubblico in un viaggio interiore, affrontando domande filosofiche universali, come riflessioni sull’ “essere”. Questo percorso la porta a diventare regista di arte transdisciplinare. In altre parole, il suo lavoro abbraccia teatro, musica, arti visive e tecnologia, creando produzioni che esplorano l’immersività nella musica e negli ambienti virtuali.

 

Una delle sue opere più recenti, vincitrice dell’ultima edizione di Venice Immersive, si intitola Songs for a Passerby.

 

Si tratta di un’opera in Virtual Reality (VR) che ruota attorno al tema della precaria relazione con la natura transitoria della realtà. La regista la descrive come una meditativa esplorazione, che consente agli utenti di uscire dalla realtà e guardare se stessi attraverso un paesaggio musicale. “Come un burattinaio del proprio corpo, entrerai in uno spazio poetico dove sorge la melanconica domanda: sono io che passo attraverso i momenti, o sono piuttosto i momenti che passano attraverso me?”. All’interno di “Songs for a Passerby” i visitatori seguono la propria immagine speculare 3D attraverso varie scene. Attraverso questa esperienza, Celine pone domande profonde sulla relazione con il mondo che ci circonda, sulla nostra presenza e sulla natura effimera della vita.

 

Cercherò ora di spiegarvi come funziona!

 

Dopo aver indossato il visore VR, lo spettatore si trova immerso in un’esperienza straordinaria. Dal buio pervadente della stanza, emerge un cane riprodotto in fotogrammetria attraverso scanner 3D, evidenziando intenzionalmente i difetti tecnici di una tecnologia ancora acerba. Iniziando a muoversi fisicamente nello spazio, lo spettatore incontra costantemente il cane, poi un cavallo morente, una folla di persone, un treno in corsa, ed infine, sé stesso. Gli scanner 3D posizionati nella stanza coinvolgono il corpo dello spettatore nel racconto, rendendolo parte integrante dell’inquadratura, del contesto, assumendo significati sempre nuovi ogni volta che ci osserviamo, riflessi dentro alla scena come comparse.

 

A questo link trovate ulteriori interessantissimi dietro alle quinte raccontati in prima persona dalla regista.

 

In questa opera Celine Daemen sfida il concetto tradizionale di spettatore, coinvolgendo attivamente il pubblico nell’esperienza artistica. La sua opera non è solo visiva, ma coinvolge i sensi e il corpo, creando un dialogo unico tra l’opera e lo spettatore.

 

 

Per creare l’ambiente onirico di Songs for a Passerby, Daemen ha collaborato con Aron Fels per la cattura fotogrammetrica e video volumetrico, utilizzando più di 500 passanti catturati individualmente con video volumetrico. La colonna sonora e l’ambientazione sonora sono frutto della collaborazione con il compositore Asa Horvitz, creando un’esperienza multisensoriale in cui suoni, immagini e testi si fondono armoniosamente.

 

La regista sottolinea l’importanza di prendere distanza da se stessi per avvicinarsi alla propria essenza. “Queste immagini oniriche, suoni ipnotici, testi mantra-like e melodie ripetitive, in qualche modo, facendoti prendere distanza da te stesso, ti avvicinano in effetti a te stesso. Riducendo la distanza prendendo distanza”,.

 

Songs for a Passerby è un’opera che invita il pubblico a riflettere sulle proprie interazioni con il mondo e sulla natura fugace della vita, portando l’arte immersiva a un nuovo livello di esplorazione emozionale. Straordinariamente originale!

 

Con questo spunto di riflessione, vi saluto e mi auguro che la storia di Celine Daemen vi abbia affascinato tanto quanto me. Al prossimo incontro cari lettori e care lettrici!

 

Vostra, Sempre,

Dalia

 

 

 

 

L’installazione dell’artista Celine Daemen si presenta come un’opera in realtà virtuale che coniuga con maestria elementi tetri e spettacolari, mentre al contempo trasmette delicatezza, dolcezza e malinconia. Ispirata dalla poesia The Eight Elegy del poeta ceco Rainer Maria Rilke, Songs for a Passerby ci immerge in un oblio abitato da spiriti erranti: anime in pena in mezzo a centinaia, se non migliaia, di anime in pena. Ognuna di esse porta con sé la propria storia, i propri disagi, le ansie e i dolori, storie che esistono ma che rimangono sconosciute. Questo perché tutto si svolge a una velocità quasi inafferrabile, come in un misterioso gioco della vita.

 

 

 

 

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