Call My Legal –
Il mancato accordo tra Meta e SIAE –
di Angelisa Castronovo

28 Marzo 2023

Meta, la holding proprietaria delle due piattaforme Facebook e Instagram e  SIAE hanno reso noto lo scorso 16 Marzo di non aver raggiunto un accordo con SIAE per il rinnovo della licenza sul diritto d’autore. Di conseguenza sui social vengono bloccati o silenziati i brani che rientrano nel repertorio Siae, gli altri continuano ad essere disponibili.

 

Meta, per consentire l’utilizzo della musica sui social, stipula accordi sul copyright con i titolari dei diritti musicali in tutto il mondo. Nel territorio europeo ha partner in Spagna, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Turchia.

 

La rottura con la SIAE rappresenta un precedente importantissimo a livello internazionale per il colosso di Mark Zuckerberg e impatta notevolmente sull’utilizzo e la fruizione dei contenuti social.

 

Ecco quanto reso noto da Meta: “Purtroppo non siamo riusciti a rinnovare il nostro accordo di licenza con SIAE – da oggi avvieremo la procedura per rimuovere i brani del loro repertorio nella nostra libreria musicale. Continueremo a impegnarci per raggiungere un’intesa che soddisfi tutte le parti, crediamo sia un valore per l’intera industria musicale permettere alle persone di condividere e connettersi sulle nostre piattaforme utilizzando la musica che amano”.

 

Replica la Società degli autori ed editori italiani: ”A SIAE viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio”.

 

Tale posizione, unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo, è evidentemente in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti.

 

Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente il testo di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale dopo tre anni di negoziati e un duro scontro tra due campi avversi incentrato su due articoli del provvedimento: l’articolo 11 (diventato il 15 nel testo finale) che prevede la remunerazione di editori, giornalisti e autori, e l’articolo 13 (diventato il 17) che attribuisce alle grandi piattaforme la responsabilità dei contenuti caricati da singoli utenti incoraggiando l’utilizzo di filtri automatici per bloccare il materiale coperto da diritti d’autore.

 

In generale la direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore si applichino anche online.

 

Il testo afferma principi come l’equo compenso per gli autori o gli editori a cui è stato trasferito il diritto mediante licenza.

 

Un altro principio è quello della remunerazione adeguata e proporzionata: gli Stati membri devono provvedere a che gli autori e gli artisti (interpreti o esecutori), se concedono in licenza o trasferiscono i loro diritti esclusivi per lo sfruttamento delle loro opere o altri materiali, abbiano il diritto di ricevere una remunerazione adeguata e proporzionata, salvo tenere conto del principio della libertà contrattuale e di un giusto equilibrio tra diritti e interessi.

 

Uno dei principali obiettivi è fare in modo che i giganti del web condividano i loro ricavi con artisti e giornalisti. Le nuove norme hanno come ratio quella di consentire di rafforzare la possibilità per i titolari dei diritti (musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori ed editori di notizie) di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme internet.

 

I colossi internet dovranno compiere i massimi sforzi per ottenere un’autorizzazione a usare il materiale coperto da copyright, fare “i massimi sforzi” per evitare la pubblicazione e agire tempestivamente per disabilitare l’accesso o rimuovere dai loro siti web le opere o altri materiali oggetto di segnalazione per i quali non hanno licenza.

 

SIAE ha continuato a cercare un accordo con Meta in buona fede, nonostante la piattaforma sia priva di una licenza a partire dal 1° gennaio 2023.

 

Per Mogol, presidente onorario di SIAE e celebre autore e compositore, la battaglia in difesa degli autori “è sacra, queste piattaforme guadagnano miliardi e sono restie a pagare qualcosa”.

 

La negoziazione è stata interrotta per il rifiuto di Meta di condividere con SIAE le informazioni necessarie alla definizione di una somma congrua per remunerare gli autori e gli editori.

 

Come specificato sopra, le normative europee stabiliscono che gli aventi diritto debbano ricevere una somma adeguata e proporzionata per l’utilizzo delle loro opere.

 

Meta ha imposto a SIAE una cifra forfettaria, senza fornire dettagli sui metodi di calcolo e senza alcun margine negoziale. Meta riceve utili con cifre da capogiro per l’utilizzo delle opere musicali: queste sono tutte informazioni importantissime per il calcolo di una somma adeguata e proporzionata.

 

La trasparenza nelle negoziazioni è un obbligo sancito dalle Direttive Europee, a tutela degli aventi diritto.

 

La SIAE si dichiara disponibile a rivedere le proprie richieste rispetto ai termini dell’accordo qualora Meta condividesse i dati dei ricavi derivati dall’utilizzo delle opere musicali. Finora non è pervenuta alcuna risposta. L’unico dato a disposizione è quello pubblico, che Meta dichiara negli Stati Uniti: un fatturato di 116 miliardi di euro nel 2022.

 

Tale situazione paradossale è accaduta fino ad ora solo in Italia perché la SIAE è la prima società di collecting in Europa, all’indomani della Direttiva Europea sul Copyright, ad aver avuto il contratto in scadenza con Meta. La stessa situazione potrebbe presentarsi nei prossimi mesi per le altre società di collecting in Europa, non appena scadranno i contratti che queste hanno con Meta. A oggi non è noto né quali siano questi 150 paesi, né che tipo di accordi Meta abbia stipulato. Inoltre, il colosso statunitense vive un momento critico e ha inaugurato una fase di pesante spending review. Lo testimoniano i licenziamenti di massa operati negli scorsi mesi.

 

E’ auspicabile che il dialogo tra le due realtà abbia un epilogo costruttivo, specialmente per quanto concerne le professioni creative al fine di facilitare l’accesso ai contenuti culturali e creativi e per assicurare il rispetto di tutta la comunità creativa.

 

La rubrica Call My Legal è curata dall’avvocata Angelisa Castronovo, Fondatrice, WellSee; Vicepresidente, SIEDAS (Società Italiana di Diritto delle Arti e dello Spettacolo); socia fondatrice, WIFTMI.

Per conoscerla meglio:  Protagoniste: Angelisa Castronovo.

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