Approvata
la riforma del TUSMA.
Le reazioni delle associazioni

25 Marzo 2024

Lo scorso 20 marzo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che andrà a modificare il TUSMA (Testo Unico sui Servizi Media Audiovisivi).

 

Preoccupazioni e dubbi da parte delle associazioni di settore sono state espresse a più riprese, in particolar modo dai produttori indipendenti italiani.

 

Nei mesi precedenti Mediaset e gli operatori OTT avevano chiesto di abbassare la soglia dei ricavi che per legge devono destinare alle produzioni italiane indipendenti.

 

L’abbassamento delle quote di investimento obbligatorio per i prodotti audiovisivi europei e italiani indipendenti per le sole emittenti private dal 12.5% al 10% è stato accolto. In questo 10% la quota da destinare alle opere italiane sale dal 50% al 70%. Include una sottoquota obbligatoria per l’animazione.

 

Per gli streamer la quota passa dal 20% al 16% e sale dal 50% al 70% la quota per le produzioni italiane.

 

100 AUTORI, AGICI, ANAC, CARTOON ITALIA, CNA – CINEMA E AUDIOVISIVO, DOC/IT,  UNIONE PRODUTTORI ANICA, UNITA, WGI  tra gli altri hanno indetto per il 5 aprile una conferenza stampa dal titolo Vogliamo che ci sia ancora un domani  per lanciare le proprie proposte per il futuro del comparto (informazioni qui).

 

Prima dell’avvenuta approvazione le stesse associazioni avevano rivolto un appello al governo ‘per la valorizzazione dell’industria cinematografica italiana’.

 

L’appello chiedeva che:

 

“vengano tutelati il cinema, l’animazione e il documentario indipendente italiano, specialmente in un trend di maggiori ricavi degli streamers e delle televisioni”.

 

Il testo completo è qui.

 

Nelle settimane precedenti 100 Autori, ANAC, AIR3 e WGI avevano chiesto:

 

“l’’apertura immediata di un tavolo permanente fra governo e industria audiovisiva, attraverso il quale ripristinare un dialogo strutturale fra istituzioni e associazioni di settore sulle proposte di riforma allo studio su vari aspetti centrali per il presente ed il futuro del cinema e dell’audiovisivo italiani”.

 

Il testo completo è qui.

 

Da notare il parere espresso da Elisabetta Piccolotti e Francesca Ghirra (Alleanza Verdi Sinistra), Commissioni Cultura e Trasporti-Tlc di Montecitorio e riportato da Key4Biz:

 

“contestiamo la scelta di prevedere il contrasto della ‘cancel culture’, una questione ideologica di fatto assente dal dibattito italiano, mentre sono dimenticate norme per il contrasto della violenza di genere e dei linguaggi discriminatori che in Italia producono la piaga del femminicidio con decine di vittime ogni anno. Infine male anche la sostituzione del ‘Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori’ con un comitato consultivo inter-istituzionale con compiti di promozione e ricerca sui temi di alfabetizzazione mediatica e digitale. Di fatto con questa scelta infatti si indeboliscono i poteri di denuncia e di controllo a protezione dei minori di una autorità terza e si rafforza il potere delle autorità politiche quali i ministeri, tra cui il Ministero della Famiglia”.

 

Qui il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri relativo a:

“disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, recante il testo unico dei servizi di media audiovisivi (TUSMAV) (decreto legislativo – esame definitivo) (Affari europei, Sud, politiche di coesione e PNRR; Imprese e Made in Italy)”.

 

Qui lo schema di decreto discusso ed approvato.

 

Per saperne di più:

THR Roma | Tusma, il governo Meloni ha approvato il nuovo testo

THR Roma – Tusma, la riforma: meno fondi alle produzioni indipendenti italiane

Tusma. Produttori indipendenti ANICA preoccupati per revisione sistema quote

Key4Biz | Tusma, le reazioni all’allentamento delle quote di investimento obbligatorio di tv e piattaforme

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